Joana Levi




ospite



Regia: Roberto Bacci

Assistente alla regia: Anna Stigsgaard

Con: Cacß Carvalho e Joana Levi

Drammaturgia: Stefano Geraci

Scene e costumi: Mßrcio Medina
Realizzati da: Sergio Seghettini

Luci: Fßbio Retti

Colonna sonora: Ernani Napolitanno

Traduzione dal portoghese: Berenice Raulino

Produzione: Casa Laboratˇrio para as Artes do Teatro
Durata 60 minuti





FESTIVAL 09 - TEATRO ERA - Pontedera
20 Ottobre > 21 Novembre 2009

CacÓ Carvalho / Casa Laboratorio per le Arti del Teatro
L'OSPITE SEGRETO _ primo studio

Giovedý 12, Venerdý 13 e Sabato 14 Novembre, ore 21

Un Attore fugge da teatro per chiudersi nella propria casa con il suo Segretario. ╚ perseguitato da "presenze" trasparenti e diafane che lÓ, tra le quinte e nei camerini, si aggirano implorando gli attori di comunicare con loro per poter svelare il segreto della loro esistenza. Malgrado questo esilio volontario, quelle ombre continuano a perseguitarlo anche nella propria casa fino a prendere corpo, per poi scomparire.

Chi sono? Quale messaggio vogliono trasmettere? ╚ un messaggio che riguarda solo l'Attore?

Lo spettacolo prende spunto dalle riflessioni e dai consigli che il grande attore e regista Louis Jouvet trasmette ai giovani allievi della Commedie Francaise negli anni in cui ne fu il direttore. Si potrebbero dire consigli su come affrontare il "personaggio", ma, in realtÓ, il grande maestro francese affronta temi che si aprono ad una riflessione pi¨ profonda su noi stessi e sulla nostra attitudine davanti al "personaggio che quotidianamente incarniamo": su come Ŕ stato costruito e su come la comprensione di quella costruzione pu˛ renderci maggiormente consapevoli del nostro funzionamento come esseri umani.

Jouvet, parlando del mestiere dell'attore,affronta nella sostanza il tema del rapporto tra la nostra personalitÓ e la nostra essenza. Percorre cioŔ la distanza tra il "come siamo stati costruiti dagli altri e dalle circostanze" e ci˛' che potenzialmente saremmo come "esseri unici", se fossimo liberi di crescere e di modificarci secondo la nostra "essenza" e non sottomessi alle leggi dell'educazione familiare e sociale.

Durante lo spettacolo l'Attore dialoga con i testi ed i personaggi di Moliere, gioca e riflette sul proprio mestiere e sulla propria condizione, ma l'ombra dell'essenza del personaggio che non vuole incarnarsi, che si dichiara "disincarnato" per poter restare vivo in tutte le sue potenzialitÓ, lo perseguita, aprendo una ferita che parte dall'attore-interprete per arrivare fino allo spettatore-uomo.

Dice il Personaggio all'Attore: "Voi volete ancora recitarmi... le Vostre incarnazioni non mi riguardano, io sono disincarnato."

Qualcuno o qualcosa, dentro di noi, potrebbe ripetere le stesse parole, rifiutarsi di essere trascinato, magari sentendo evocare il proprio nome, negli automatismi della propria personalitÓ.

Esiste un personaggio che incarno ogni giorno davanti al mondo ed un personaggio disincarnato, nascosto dentro di me che non riesco pi¨ a sentire e quindi a far vivere?

╚ questo l'Ospite Segreto?

Il teatro pu˛ cercare di risvegliarlo sulla scena,ricordandone l'esistenza e la fragilitÓ.


Roberto Bacci